Il mondo non è in vendita.

Agricoltori contro la globalizzazione alimentare

Agricoltori contro la globalizzazione alimentare

Summary

Review

E se il mondo rurale, da tutti considerato arcaico e conservatore, fosse il vero portatore della modernità? Un interrogativo del genere ha scosso le coscienze dopo lo “smontaggio” del McDonald’s di Millau, che portò all’arresto di José Bové. Il tutto non si spense all’indomani della protesta, infatti una campagna di mobilitazione internazionale permise la liberazione di Bové, incoronandolo paladino della guerra alle contraffazioni alimentari. Ecco come nasce questo libro-denuncia. Gli autori raccontano la storia del movimento e, soprattutto, analizzano vie alternative e soluzioni per preservare l’ambiente e le risorse naturali.

Sull’orizzonte della globalizzazione si profila un’alleanza politica tra agricoltori, consumatori ed ecologisti, per rivendicare il diritto a una produzione alimentare più sana e attenta all’uomo e alla natura. In tempi di mucca pazza, Ogm, carni con ormoni, antibiotici, diossina, alimenti con residui di pesticidi e così via, la lotta contro la “malalimentazione” non è più una battaglia corporativa di allevatori e agricoltori, diventa invece una priorità per la società civile nel suo complesso. L’industrializzazione e modernizzazione dell’agricoltura, con le sue fattorie-fabbriche e la produzione alimentare a catena, devono, secondo gli autori, sottostare al controllo della popolazione, per dare prodotti più sani.